prossimi appuntamenti
Sabato 18 febbraio
13,30
Chi in bici chi in mtb
Domenica 19 febbraio
9,00
Previsioni: bello sino h 11 poi nivùl

 

 



Domenica 12 febbraio

Sestetto polare

In verità quartetto alla partenza, quintetto al rapido incrocio con Adriano il “boscaiolo” (fedele all'appuntamento delle 9,00, ignaro che il venerdì sera si era optato per una mezz'ora di abbuono agli amanti del letto), e poi sestetto con l'aggancio dello Stoto. Sì, insomma, eravamo in sei del BCO a sfidare i –4° alla partenza di questa seconda domenica di febbraio all'insegna del freddo e della neve.
Per la verità, freddo sì, ma nulla di più, nel senso che l'aria era asciutta e quindi si avvertiva di meno.
Con un manto stradale più tendente al bianco che al nero – per via delle enormi quantità di sale spantigato in queste ultime due settimane – si è pedalato in tutta sicurezza sino a Cannero, per poi dirigerci di nuovo verso Oggebbio a bütà giù un café al Gatto Nero.
Riscaldato lo stomaco, ci si è diretti verso casa, puntuali all'appuntamento con il pranzo di mezzodì.
In definitiva un'uscita di una sessantina di km, con una media sui 28 km/h, un'aria un po' freschina e la gioia di aver passato qualche ora all'aria aperta in compagnia... e non al chiuso di un appartamento... pedalando, tenendosi in buona forma fisica... e non schisciando tasti sul telecomando in cerca di qualche cosa che alla fine lascia sempre un po' d'amaro in bocca. Ooh no!?!



In posa al Gatto... Bianco



Sabato 11 febbraio

Pionieri sul Montorfano innevato

E sì, ci voleva proprio, per rompere la monotonia di una piana ancora in parte innevata, ma talmente calpestata da non presentare più alcuna difficoltà in sella alla mtb. Ci voleva proprio... ma che cosa?!? vi chiederete. E io rispondo: la prima invernale con neve sul Montorfano in mtb.
Orfani dei tecnici e dei responsabili del nobile mezzo, il trio degli irriducibili ha da prima scaldato le gambe lungo il Toce e poi, con un po' di coraggio e un po' d'incoscienza, ha tentato l'ascesa sul sentiero innevato del Montorfano.
Primo tratto senza problemi. Dopo la frana, la parte che di solito è la più accidentata viene superata brillantemente. Sembra quasi fatta, se non che a 100 m dalle prime casermette la neve si fa molle... come le nostre gambe; la ruota posteriore non riesce a fare presa e va via come una “bisà”; onderagionpercui si decide per un salutare dietrofront.
La discesa è uno spasso; comunque, sempre guardinghi a non uscire dalla traccia e andare là come salami in mezzo alla fiocca.
Una volta sul piano, via ancora in direzione di Ornavasso con una pista ciclabile ormai quasi sgombra dalla neve (ma non dal ghiaccio). Sembrava che il divertimento fosse finito; invece, grazie alla brillante idea di ritornare passando lungo lo sterrato-innevato, ci siamo trovati come nella tundra: aria gelida, neve polverosa, ghiaccio e una traccia, lasciata da qualche pazzoide col fuoristrada, che per noi è stata la via maestra per arrivare sino al Campone. Qui, con un aplomb siculo-inglese, prendendo per un'altra via, si è evitato di rendere vana una marchetta a una povera crista che aveva appena trovato il suo merlo in Range Rover. Da qui il commento spicciolo dell'ungulato di piano:«Ma spöll!?! Con un fuoristrada cumpägn al và a guzzà cün una insì!?!». A me, sinceramente, più del mezzo, ha colpito il fatto di vedere una ragazza di colore correre fra la neve e il ghiaccio per andare a soddisfare le voglie di uno che ne stava là, quasi nascosto sul suo fuoristrada, ad aspettarla. Una scena davvero deprimente e su cui ci sarebbero ben altre considerazioni da fare.
Inutile farsi il sangue amaro, così va il mondo! dirà qualcuno. Sarà anche così, ma lasciatemi almeno esternare lo sdegno ogni volta che capita di imbattersi in simili realtà, in cui la dignità umana vale meno di niente.
Ma non stavamo trattando di bici?!? forse sì, meglio lasciar perdere certi argomenti... anche se ritengo giusto scriverne, non foss'altro per non fare finta di niente e far capire che andar in bici non significa estraniarsi dal contesto in cui viviamo quotidianamente. Amen!

 

L'ugulato di piano (sulla sx) presenta evidenti segni di affaticamento causa abbondanti e frequenti libagioni

 

 

 


 

NB Gli orari di ritrovo sopra indicati sono soggetti a modifiche nel corso della riunione settimanale del venerdì sera.
Per cui, in situazioni meteo particolari (vento, freddo ecc.) è sempre meglio dare un pronto telefonico.

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